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Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie.

Inizio:
13 Luglio 2011 21:00
Fine:
14 Luglio 2011 21:00
Prezzo:
15 euro
Locale:
Domus Talenti
Telefono:
0697996300
Indirizzo:
Via delle quattro fontane 113, Roma, RM, Italia, 00184

Mercoledì 13 e Giovedì 14 Luglio 2011 ore 21.00 ingresso 15 euro

Per il 14 Luglio vi sarà uno sconto di 3 euro offerti da Teorema, quindi il biglietto costerà, il 14 luglio, 12 euro.

Gastone. Storia di teatro, d’amore e di altre facezie.

scritto e diretto da Massimiliano Coccia
aiuto regia: Martina Donati

con Alessandra Sani, Ivan Bellavista, Gerry Gherardi, Sara Platania, Simone Crisari
scenografia: Francesco Petrone e Grazia Amendola
musiche: Roberto Fiore
tecnico audio/luci: Aulo Cerasomma

Una favola con un incipit contemporaneo.
A Roma, un teatro abbandonato presto verrà abbattuto per lasciare il posto ad un supermercato.
L’ultima rappresentazione spetta ad una giovane compagnia, che sceglie Gastone, opera petroliniana del 1924.
Così Gastone, da “artista cinematografico, danseur, diseur, conquistatore di donne a getto continuo” diventa, in questo spettacolo, maschera e metafora di un teatro che non esiste più, di una realtà che piano piano scompare dai palchi. Si trasforma in figura malinconica, intrisa di poesia.
Poesia di una città scomparsa tra le pieghe della modernità, sopravvissuta al presente senza illusioni.

Nel riadattamento di Coccia, Gastone diventa un uomo solo, alla ricerca del riscatto sulle scene, ma inevitabilmente schiacciato dal peso del suo passato,
maschera e metafora di un teatro che non esiste più, sostituito dalla fiction.
Lo spettacolo riproduce scenograficamente una casa degli anni ’20, con abitudini, costumi, musiche e diventa registicamente un viaggio nelle atmosfere ormai dimenticate di una Roma semplice e antica allo stesso tempo, una città che viveva un rapporto simbiotico con i propri miti e la propria povertà.
Al contempo espone tematiche più che mai attuali, come l’affermazione del super-io in una società basata sulle apparenze, che si riflette nella ricerca spasmodica del successo, elemento estremamente labile e vano.
Tra rabbia e risate la decisione di tentare l’impresa di raccontare quel teatro che non esiste più.

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali del Maestro Roberto Fiore.


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