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Rassegna D’Arte “Rinascere con l’Arte”

Inizio:
29 Dicembre 2010 18:30
Fine:
4 Gennaio 2011 19:00

L’Ass.ne Cult.le Spazio 2000, nella persona del presidente Leonardo Zonno,

presenta la Rassegna d’Arte dal titolo

“Rinascere con l’Arte”

presso la sala dell’Ass.ne Cult.le Domus Talenti, Via Quattro Fontane 113, dal 29 dicembre al 4 gennaio 2011.

Vernissage 29 dicembre ’10 ore 18.30. Drink inaugurale. Presentazione critica della dott.ssa Cinzia Folcarelli, intervento musicale di Ernesto Quartullo, curatrice Caterina Zonno.

Durante il vernissage ci sarà una performance teatrale a cura di Giorgio Giorgioni!

Artisti partecipanti: Liliana Bordoni, Ottavio Borzone, Marco Vettraino, Marco Sobrero, Enrico Vittucci, Chiara Ciccone, Tatiana Grigorova, Stefano Lenner, Enrico Tavernini, Claire Nelson.

L’ energia positiva che l’arte infonde in tutti coloro che ne vengono in contatto è il tema che ha ispirato la mostra dal titolo “Rinascere con l’Arte”. Un rinnovamento spirituale che vive sia colui che realizza un oggetto artistico, che colui che lo osserva, forse…… con la stessa intensità ed emozione.


“Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti.

Analogamente, ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più…..

C’è però, necessariamente, un’altra somiglianza tra le forme artistiche. La somiglianza delle aspirazioni interiori e degli ideali (che un tempo erano stati raggiunti e poi vennero dimenticati), la somiglianza cioè fra i climi culturali di due epoche può portare alla ripresa di forme che erano già state utilizzate in passato per esprimere le stesse tensioni……. La nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo, e racchiude in se i germi di quella disperazione che nasce dalla mancanza di una fede, di uno scopo, di una meta. Non è ancora svanito l’incubo delle concezioni materialiste, che consideravano la vita dell’universo come un gioco perverso e senza peso. L’anima si sta svegliando, ma si sente ancora in preda all’incubo. Intravede solo una debole luce, come un punto in un immenso cerchio nero”

Tratto da Wassily Kandinsky, “Lo spirituale nell’arte”

Riportiamo le riflessioni di alcuni artisti partecipanti alla mostra.

Liliana Bordoni (scultrice)

“Sia che affondi le mani nella creta sia che la impasti con forza o la lavori con attenzione e perizia, sempre c’è un contatto totale con la materia. Un incontro tra differenti energie o uno scontro, in cui non potrà mai prevalere la volontà dell’artista “contro” la forma già contenuta nell’argilla…L’equilibrio “accade” nel momento in cui -messa a tacere la mente razionale – viviamo la spinta creativa, ascoltiamo l’anima, troviamo la sintonia con la nostra essenza…allora le mani volteggiano intorno alla creta e noi siamo lì con loro a rappresentare miti, sogni, illusioni, desideri…..Istinto, intuito e continuo affinamento della tecnica, partecipano tutti al processo creativo. Nell’opera finita ritroviamo -come in uno specchio- emozioni dimenticate, sensazioni improvvise, percezioni sfumate…L’immagine creata rappresenta la Nostra Verità di quel momento. Un attimo di vita. Una luce in più per la nostra consapevolezza. E da qui nasce poi il desiderio di comunicare, di specchiarsi nelle emozioni degli altri, di scoprire quanti significati può avere una forma”.

Ottavio Borzone (pittore e scultore)

La materia indagata con la forza dello spirito; la realtà osservata nell’ottica del sogno. Questa è l’opera dell’artista, il lavoro di colui che guarda il mondo per trovare l’infinito e scruta la profondità della propria anima per scorgere la strada che conduce oltre. Per questo motivo la ricerca estetica non può essere separata (se davvero aspira alla bellezza totalizzante, fuori dal tempo e dalle contingenze) dall’elemento spirituale. Il bello è scintilla del divino e il riferimento non può essere che la Natura, riflesso e voce silenziosa di Dio ed esperienza tangibile di ogni conoscenza umana. Mi piace sempre citare una frase di S. Bernardo di Chiaravalle a proposito della natura: «Troverai più nei boschi che nei libri: alberi e rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà».

Il mio percorso estetico è stato, in ogni sua fase, impegnato da un lato a rendere sintetico e riassuntivo nelle linee il suggerimento del dato naturale, mentre dall’altro ad analizzare ed elaborare in termini tonali e di accordo cromatico (attraverso velature successive) l’elemento coloristico. L’utilizzo di vari materiali e di diverse tecniche (stoffe, pirografia, sculture lignee, olio, mosaico, pastelli) ha certamente condizionato la scelta disegnativa e stilistica, ma l’iter operativo e progettuale è sempre stato condotto lungo il filo dell’essenzialità oggettiva per raggiungere quella immediatezza comunicativa e quel nitore emotivo che, insieme, potessero dire tutta la gioia del fare arte e tutto il sereno appagamento nel conseguire il risultato desiderato.

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